Nel caso in cui abbiate una serata o un pomeriggio libero e l'idea di un film ben fatto ma claustrofibico non vi spaventi, vi suggerisco di dare uno sguardo a "127 ore"; non si tratta di un film d'azione, se prediligete i film dalle sequenze rapide, senza momenti di pausa allora evitatelo ma, se la tensione psicologica, la tachicardia sincronizzata con quella del protagonista, una scena particolarmente forte che potrà, farvi chiudere gli occhi o star male... be', godetevelo!
La pellicola non è altro che la storia (vera) di Aron Ralston, giovane appassionato di trekking e biking che, partendo per una delle sue escursioni decide di non lasciar traccia e non dire a nessuno la mèta.
Un errore che si rivelerà in tutta la sua drammaticità quando, saltando da un sasso all'altro, scivola in un burrone e qui resta intrappolato per 127 ore, con un braccio intrappolato da un sasso, sospeso a un metro dal suolo.
In compagnia della sua videocamera racconta, ricorda, lascia un messaggio per i genitori che potrebbe non vedere più.
Imperdibile? No, quello no di certo, ma godibile si.
Commenta il post